BOMBAY (oggi Mumbai)

Il nostro Mr. Fogg impiegò oltre 10 giorni di navigazione per raggiungere Bombay dal canale di Suez. Noi possiamo più comodamente salire su un aereo e in poco più di 10 ore atterrare in questa città indiana affacciata sul Mar Arabico. Oggi Mumbai (nome adottato dal 1995) è una metropoli con oltre 12 milioni di abitanti. Come tutte le metropoli ha due facce esistenziali: la ricchezza smisurata e la povertà più nera. E’ ancora forte l’impronta inglese sulla città: raggiungendo il centro città in treno ci troveremo in un monumento incredibile: la stazione Chhatrapati Shivaji, o Victoria Terminus. Stiamo per entrare in un caos di colori di colori, musiche ed esistenze: l’India!

La stazione di Mumbai è un magnifico esempio di neogotico vittoriano, costruita nel 1888 e oggi patrimonio Unesco. Altro sito da non perdere è il Portale dell’India: eretto solamente nel 1924 è considerato un monumento importante dalle famiglie indiane che vengono spesso qui a fare foto in occasioni di anniversari o feste particolari. Continuando a spostarci per la città ci possiamo imbattere nella Casa-Museo di Gandhi: non è la sua casa natale ma è da qui che partì il grande movimento non-violento che portò il paese all’Indipendenza. Possiamo ora concederci un tè o caffè nel bar del Taj Mahal Palace Hotel: il più lussuoso hotel di tutta l’India. Ma una visita completa non può ignorare il quartiere di Dharavi: il più grande Slum (baraccopoli) di Mumbai. Qui vive circa 1 milione di persone che ne fanno uno dei più grandi Slum di tutta l’Asia.

Avendo risparmiato tempo con l’aereo rispetto al viaggio in nave concediamoci il lusso di due visite particolari: la prima è a Bollywood e ai suoi studios e teatri. A Mumbay infatti il mercato cinematografico è piuttosto fiorente e FilmCity è una grande aerea di oltre 20 mila metri quadrati messi a disposizione dal governo della provincia per far prosperare l’economia e l’industria del cinema. Per la seconda visita dobbiamo prendere un traghetto e affrontare circa 50 minuti di navigazione per raggiungere Elephanta Island: qui potremo visitare le famose Grotte di Elephanta. Una serie di cavità naturali con pareti interamente scolpite da scene religiose, alcune grotte induiste, altre buddiste. Uno spettacolo che toglie davvero il fiato se pensiamo che in origine tutte le sculture erano interamente dipinte. Non si conosce una esatta datazione delle opere ma si ipotizza la realizzazione tra il V e il VII sec. Ora però è tempo di rimettersi in viaggio verso Allahbad, la nostra prossima tappa.

Fogg di Davide Ligas

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