La distanza percorsa da Allahabad non è molta ma Benares, essendo sul tragitto non può essere ignorata. Questa visita richiede una preparazione: non potremo varcare le soglie di Benares e poterla apprezzare con uno sguardo da turista. Qui dobbiamo per forza essere viaggiatori e avere un grande cuore aperto all’accoglienza e al rispetto. Stiamo per entrare in una città sacra dell’induismo. Se avete la sensazione di essere all’interno di una grande discarica a cielo aperto allora questa visita non fa per voi, andate direttamente alla prossima tappa. Se invece ciò che vi si para davanti agli occhi vi affascina come un grande mistero di vita allora proseguite, con educazione e rispetto… usciremo da Benares diversi da come saremo entrati.

La maggior parte delle persone giunge qui per purificarsi lungo gli oltre 3 km di Ghat:grandi argini artificiali, quasi sempre a scalinate di pietra, che scendono dentro le acque del fiume Gange. Sulla sommità dei Ghat si aprono piccoli templi, tende parasole, baracche adibite alle abluzioni, alle preghiere e purificazioni. Alcuni Ghat sono dei forni crematori, utilizzati per bruciare i corpi dei defunti che desiderano porre fine alle reincarnazione karmica. Il fuoco è il solo elemento considerato in grado di purificare completamente l’anima e, quindi, non sottoporla a un’ulteriore reincarnazione in altro corpo. I vicoli e il lungofiume di Benares sono dunque luoghi popolati da sacerdoti, indovini, credenti, astrologi, pellegrini e anche da uomini che accompagnano il corpo di un parente all’estremo rito. 

 

Sono moltissimi i riti e le celebrazioni che vengono svolte lungo i Ghat durante tutto il periodo dell’anno. Non di rado potrete vedere barche infuocate allontanarsi al largo del fiume: è il rito della restituzione alla terra tramite l’acqua.Solo in 5 casi non si può essere cremati: bambini sotto i 5 anni, donne incinta, malati di lebbra o altre malattie contagiose, i Sadu (santoni indiani) e chi non ha commesso peccati in vita. In questi casi, poichè non vi è bisogno di purificazioni, i corpi vengono consegnati all’acqua direttamente, senza essere bruciati. Dall’alba al tramonto lungo queste rive, tra canti, balli, suoni, fuochi, musiche, mucche e bufali, santoni, danze … si consumano tutti i riti induisti di maggiore importanza.

Un’esperienza che lascia senz’altro una traccia nella mente di chi la vive.

Avviamoci a Calcutta … riposeremo lungo il viaggio.

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